
la foto non è mia, l'ho trovata in rete, però mi ricorda tanto quel periodo :)
Da ragazzino, 10 – 11 anni, facevo le gare con la BMX, quasi tutti i fine settimana mio padre o mia madre mi caricavano in macchina la bicicletta e si andava nei paesi dove le gare venivano organizzate. Mi curavo le ferite per tutta la settimana aspettando il sabato o la domenica per procurarmene altre. E mi piaceva, non tanto il fatto di farmi male, ma l’atmosfera in generale. Un giorno capitiamo su una pista che all’epoca consideravo da “ grandi “, con un bel salto in discesa, che a vederlo era bellissimo ma arrivarci vicino metteva paura, si vedeva solo la montagna di terra e dietro c’era il vuoto. Mi faceva paura e nelle prove prima della gara ci arrivavo vicino sparato e poi frenavo. Non sono mai riuscito a saltarlo, nemmeno una volta. Dieci minuti prima della gara ho smontato i freni e quando mi sono trovato davanti il vuoto ho dovuto affrontarlo cercando di fare il meglio che potevo. Spavento al primo e al secondo la consapevolezza che la paura era maggiore al pericolo reale. Era un saltino, la paura vera era che da dietro la montagna di terra non vedevo più la strada perché era in pendenza. La paura di non sapere bene dove mi sarebbero finite le ruote. Ho finito la gara e sono arrivato terzo, conservo ancora la coppa.
Nella vita mi è successo altre volte di aver paura, tanti salti nel vuoto, tante volte la paura di non saper bene dove le ruote andavano a picchiare, mi capita spesso, però questa volta ho la sensazione di averla presa proprio forte quella montagna di terra, tanto che le mie ruote non hanno ancora toccato il suolo, e se poi si cade pazienza, mi curerò le ferite aspettando un altro fine settimana per procurarmene altre.